Piombo e fuoco – Tutt’appost

Houston, abbiamo un problema: sa di polvere da sparo e nafta.
Piove, nella Sibaritide. L’estate non arriva ancora. Eppure, fa un caldo boia in questa parte dimenticata dell’Italietta 2018. Non si respira. L’aria è pesante come il silenzio generale che accompagna questo particolare calendario locale. Piove, ma non è soltanto acqua: è uno scroscio di bossoli e di fiamme che viene giù.
Si spara e si uccide. Si bruciano auto ed esercizi commerciali. Si mandano messaggi che sanno di vecchie abitudini difficili da digerire del tutto. Si minaccia nel buio delle nostre contrade dal Dna mafioso. Tutto si consuma lento, implacabile. Nessuna voce contro, nessuna levata di scudi. La gente muta. La politica muta.
Sui Social e nei bar va di moda altro: altri dibattiti, altro sdegno, altre (inutili?) parole. Scoppia la querelle pro o contro gli immigrati, pro o contro i rom, pro o contro il pd filostranieri, pro o contro l’Europa delle banche, pro o contro il nulla. Tutti impegnati nel nuovo gioco dell’Estate: e boia chi non tifa Salvini.
E del nuovo morto ammazzato? E dei dubbi sulle possibili mazzette sulla nuova 106? E delle auto in cenere? E del fuoco contro alcuni imprenditori? Chi ne parla? Troppi interrogativi e non si scrive proponendo solo domande. La regola vuole che ci sia un’analisi, che si suggeriscano delle risposte. Ma chi le ha le risposte?
Non le hanno tanti giornalistidistratti. Neppure le posseggono i nuovi e vecchi politici locali, tutti… altrove col pensiero. Neanche la gente ormai… stanca di tutto. E poi, mica si spara ogni giorno, mica incendieranno tutte le auto della Piana, alla fine termineranno pure i soldi per le nuove mazzette. Turiamoci il naso.
I problemi sono altri. Questi cacchi di stranieri che ci invadono, per esempio. Questi zingari che ci rubano in casa. Queste polacche che ci rubano i mariti. Questi africani che ci rubano il lavoro. Questi migranti che ci rubano i contributi europei. Queste albanesi che ci rubano gli anziani. Questi mostri che ci rubano tutto.
E quegli italiani, quelli locali, che sono ritornati a rubarci il presente e il futuro? Silenzio, silenzio… Houston, siamo noi il problema.

Emilio V. Panio

Un commento su “Piombo e fuoco – Tutt’appost”

  1. Tutti sono presi dal nuovo gioco dell’estate “pro o contro Salvini”. E’ successo la stessa cosa oltre venti anni fa con Berlusconi. La triste sensazione è che in questo particolare momento non esiste più lo stato. Siamo governati da partiti nati dal nulla che finiranno nel nulla. Gli stregoni che li guidano sanno bene che le promesse fatte non potranno essere mantenute, quindi focalizzano l’attenzione sugli immigrati, sugli zingari, ecc. Nessuno ha capito che il problema italiano sta nel suo “codice penale”. La criminalità non è dovuta di per se all’immigrato o allo zingaro, ma alla mancanza di pene certe e dure. Per delitti efferati non ci può trincerare dietro l’infermità di mente, la carta nella manica di tanti avvocati, ma occorre l’applicazione di una pena esemplare, preferibilmente quella capitale. Se uno stato riesce a fare rispettare le sue leggi riuscirà a far rispettare anche le sue consuetudini. Quanto alla recrudescenza della criminalità nella sibaritide, il problema ritengo che sia legato alla costruzione del nuovo megalotto della SS106, intorno al quale girano come si sa milioni di euro.

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