La mia sfida tra pugni e cielo

Il pugilato è uno degli sport da combattimento più antichi. A livello competitivo si svolge all’interno di un quadrato chiamato ring tra due atleti che si confrontano colpendosi con gli appositi guantoni a pugni. Questo sport è conosciuto anche come la Nobile Arte e le caratteristiche che richiede dai suoi partecipanti sono forza, velocità, coraggio, personalità, intelligenza e soprattutto cuore. Oggigiorno il pugilato femminile è in costante crescita ma, nonostante ciò, la mancanza di conoscenza da parte della società fa prevalere l’idea che non sia una disciplina adatta a una donna, perché non la si considera all’altezza di praticarla perché considerata come uno sport violento. Di violento non c è assolutamente nulla: la boxe è invece un mix di rispetto, lealtà e coraggio, appunto.
Io sono un’atleta di questo sport. Vivendo in un paesino, ho difficoltà molte volte a spiegare alla gente l’amore, la dedizione, la passione che ho per il pugilato: del resto è difficile spiegarlo alla mia stessa famiglia, quindi non ne faccio una colpa a nessuno. L’unica persona che mi appoggia è Cinzia, mia sorella. Lei mi segue ovunque, come un’ombra. I miei genitori, nonostante i continui litigi perché non accettano questa passione, alla fine mi seguono anche loro tifando sempre per me.
Questa passione è nata da quando ero una bambina e mi sono innamorata di un film, Million Dollar Baby, una pellicola diretta e prodotta da Clint Eastwood e dedicata al mondo della boxe. Mi sono sempre rivista in Maggie Fitzgerald (l’attrice principale del film), una pugile che fa mille sacrifici pur di chiedere a Frankie (il suo coach) di essere allenata da lui. Dapprima Frankie tenta di scoraggiarla rifiutandosi di allenarla proprio in quanto ragazza. Tuttavia, colpito dalla sua grinta, decide di aiutarla e la prende sotto la sua protezione.
Ecco, la mia storia è un po come la trama del film: problemi con l’allenatore, ma tanta voglia di andar avanti senza rimpianti. Certo a 22 anni è difficile dover rinunciare a molte cose per via del pugilato, ma il tutto non mi pesa ma anzi mi fa stare bene. Sul ring mi sento me stessa, mi sento viva e in nove minuti devo dar tutta me stessa per ripagare il lavoro di mesi e mesi.
Gli allenamenti li svolgo a Cariati e il mio allenatore è il maestro Fausto Sero. Entrambi, nonostante i mille impegni lavorativi, cerchiamo di conciliare il tutto allenandoci per ore.
Ho disputato recentemente un torneo nazionale, il Guanto d’oro femminile, a Rivisondoli (in provincia dell’Aquila): ma purtroppo ho perso per il verdetto ingiusto da parte degli arbitri. Da questa esperienza sono cresciuta molto come donna, come pugile. Spero di poter dare sempre il meglio e che il lavoro che sto svolgendo, fatto di sacrifici, passione, amore e rinunce, mi premi con dei buoni risultati. Per il mio sport e soprattutto per me.

Rosanna Cersosimo

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