“Anna”: storia di Nessuno.

Salve gente. Questo è un piccolo racconto di un’esperienza personale, che la dedico a voi: donne che, come me, vi siete fatte calpestare per amore.

Ho 16 anni. Fino al giorno che incontrai lui, avevo una vita perfetta; ero una modella e stavo per fare successo, uno spirito libero, vivevo la mia vita da sedicenne, esattamente come si deve per la mia età. 18 gennaio, fu il giorno che m’innamorai. Decisi di dedicare la mia vita a quel ragazzo degli occhi marroni, perfetto come mi piaceva nominarlo… esattamente l’uomo della mia vita, una fedele copia di mio padre, per me grande eroe… era proprio come lo desideravo: pronto ad affrontare il futuro insieme a me, ma come al solito: l’apparenza inganna, e col tempo quell’angelo si fece vedere con la sua vera faccia.

Partiamo dal punto, che non era geloso ed era tutto come me, gli piaceva vivere il momento, in qualsiasi posto, basta stare assieme.. così che apri il libro della mia vita e iniziai a raccontargli della vita che facevo. Ovviamente come ogni uomo avrebbe voluto cambiare qualcosa per diventare perfetti tutte e due, ma chi ti ama non ti cambia, nemmeno se lo preghi. Non nego che ero piena di difetti e così presi ciò che lui voleva fare come una cosa buona per me, tra l’altro per la sua esperienza di vita, e per i suoi 26 anni. Non ci sono stati problemi tra di noi, fino al terzo mese, fino al primo litigio, fino alla prima occasione per prendersi poteri sulla mia vita.

Precisamente quel giorno son stata messa a decidere tra se e il mio futuro come modella, un futuro che sognavo sin da piccola; ma come ogni cretina scelsi lui, precisamente scelsi l’amore. Abbiamo continuato a vivere insieme, a condividere ogni attimo, ogni pensiero, fino a condividere la stessa casa, ovviamente non in modo permanente ma per alcuni mesi, per vedere come sarebbe stata la vita nello stesso domicilio con lui. Un’altra esperienza che tendo a credere che sia stato troppo presto per farla… comunque, abbiamo condiviso lo stesso letto per più di due mesi, dormire abbracciata a lui è stata la cosa più bella, sentire il battito del proprio uomo è una cosa incredibile per una donna innamorata, ma è tutt’altro per una donna folle ma terrorizzata da un amore ossessivo.

Eh si, così era diventato l’amore tra me e lui. Avevo dimenticato chi ero, e che avevo anch’io una vita, ero solo 24/24 dietro di lui, come una mamma che si prende cura del proprio figlio. Avevo per la prima volta dimenticato che potevo essere ancora felice, e passavo le notti sola, nel suo letto, a piangere perché andava ad uscire senza di me e tornava la mattina… sentivo come se tutto il mondo stesse crollando davanti ai miei occhi e quel che io chiamavo ancora amore non sapevo più a cosa paragonarlo. Sapevo che sarebbe peggiorato così decisi di tornare a casa, pensavo che stare un po lontana da lui mi avrebbe ripreso, e sarei tornata come prima, ma ero persa.

Non avevo più una vita personale, non avevo più amici, amiche, con i miei genitori ormai non ci parlavo più e nessuno che poteva darmi una mano. Ero rimasta con una sola amica, con lei che mi è ancora oggi accanto, così quella maledetta sera, decisi di uscire, senza di lui, per stare un po in compagnia della mia amica, per risentire com’è avere 16 anni, ed è stata quella sera che lui mi dimostrò come fa male l’amore; fisicamente come fa male. Così che mi lasciò a terra piena di sangue per la sua stupida gelosia, con il muso quattro volte più grande del solito, insanguinato da dio e segni su tutto il corpo; ma sopratutto lui che mi teneva fra le braccia, io quasi senza vita, piangendo e avendo i sensi di colpa per ciò che mi aveva fatto per quel cavolo di alcool che aveva inghiottito per tutta la serata.

Dovevo mandarlo a quel paese, ma lo amavo, lo amavo alla follia e pur di avermi fatta male, e non solo dentro, ma persino fuori adesso, lo perdonai pensando che non lo farebbe mai più; e la vera storia parte qui. Ragazza, 16 anni, bionda, alta. L’adolescente perfetta. Brava. E tanti altri pregi, anche tanti difetti; ma tutto ciò ormai non valeva più niente. Ero nessuno. Avevo paura di alzare lo sguardo in mezzo alla gente, paura che un altro uomo potesse incontrare il mio sguardo poiché quello che avevo accanto mi avrebbe massacrata.

Mi fece scomparire definitivamente, dimenticare cose vuol dire uscire, vivere, divertirsi… mi fece diventare nessuno. E non riuscirò mai a spiegare il dolore di un’adolescente nel diventare nessuno. Così che tutto questo successe in sette mesi. Sembra una vita, ma non lo è. Io l’ho fermato, ho detto basta, perché ho paura. Paura che un giorno la mia vita poteva finire per la sua gelosia. Paura che non sarò mai una donna, una mamma, una moglie o tutto quello che sogna di essere una donna.

(storia vera)

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